Belgio

Recensione presa dal web

Dopo aver letto questa recensione, la prossima volta che sentirete parlare di Bruxelles non penserete ai cavolini, ma alla fica.

Veniamo al dunque.

Dunque, Bruxelles è la città ideale per chi tra di voi è fidanzato barra sposato barra non

nessuno mi crede se dico che vado un week end ad Amsterdam solo per vedere la casa di Anna Frank e quel tizio che dipingeva girasoli.

Se dite che andate a Bruxelles, al massimo vi guarderanno storto chiedendoti che cazzo ci vai a fare a Bruxelles. E dopo una pausa: dov’è Bruxelles esattamente?

night life belgio bruxelles

È in Belgio. In effetti il Belgio è come un buco di culo. Stretto tra una chiappa che è la Francia e l’altra chiappa che è l’Olanda. Della Francia ha preso tutta quel gusto per il mangiar bene e il bere, dall’Olanda quel gusto per il puttanaggio libero, ostentato e sfacciato.

Il Belgio sta all’Europa come il Molise sta all’Italia. Sappiamo che esiste, ma è come un’entità geografica astratta. Io capito a Bruxelles più per noia che per un progetto mignottesco. Il periodo è un fine marzo, sotto pasqua, c’è freddo e neve e guarda caso mi trovo a passeggiare in Rue d’Aerschot.

Capisco che è Rue d’Aerschot perché ad un certo punto nelle vetrine dei negozi i manichini al posto delle gonne, borsette, camicette, e via dicendo, indossano perizoma, calze a rete e guepière, e poi muovono la lingua e mimano porcate. Rue d’Aerschot è la via dello struscio per l’uccello.

Mi sono abbastanza rotto di avere i piedi congelati e mi tuffo in uno di queste boutique di suine. C’è una vecchia che mi viene vicino e comincia a parlarmi ma io non capisco un cazzo di fiammingo. L’unica cosa fiamminga che conosco è il mio accendino.

Però ovviamente non che dobbiamo fare una conversazione sul terzo principio delle termodinamica e finisce che ‘sta vecchia fica secca chiama due ragazze, due bionde dall’aria stanca, in vestaglia, che sembrano appena uscite o da un lungo sonno o da una lunga serie di cazzi, la seconda ipotesi non è da scartare. Una sembra la madre e l’altra la figlia. Tra di loro ci saranno almeno venti anni di differenza. La vecchia invece è la nonna o la bisnonna o il cadavere di una di loro. Visto che siamo sotto Pasqua e non Natale, non mi sento buono per niente e decido che a queste due dormiglione darò una bella svegliata.

Una riunione di famiglia con i controcazzi. Il tempo di accordarci sul prezzo e io mi trovo tra le due gnocche che mi abbracciano e mi accompagnano nel retro bottega, la mie mani agguantano quelle quattro chiappe come se guidassi una specie di mezzo di trasporto di fica e culo, un paio di schicchere e loro ridono, finalmente danno un segno di vita. La vecchia indica se stessa, gentilmente rispondo in Italiano che non c’è due senza tre. E poi dico gallina vecchia fa buon brodo. Error, group does not exist! Check your syntax! (ID: 3)
Così lascio alla vecchia un po’ perplessa.

Qui a Bruxelles c’è un ciclo generazionale, quando la tua fica non passa revisione per il puttanaggio non è che ti spediscono a villa arzilla delle battone, hai sempre un futuro come imprenditrice.

Le due ragazze, che chiameremo Mamma e Figlia, ovviamente alla domanda da quanto tempo siete qui rispondo: da una settimana.

Mi sono anche rotto le balle a chiederlo. Sulla nazionalità la Mamma è mezza Tedesca e mezza Bulgara la figlia mezza Rumena e mezzo non ricordo.

Il retro bottega è attrezzato da trombatorium, tappezzato di specchi e tendaggi svolazzanti. Le luci sono talmente soffuse che inciampo su un mobile e faccio un casino. Scusandomi per la mia sbadataggine mi trovo a raccogliere clisteri e mascherine e a rimettere in piedi e in ordine decrescente tutta un’armeria di cazzi di gomma, di forme e dimensioni che sembra di stare in un arsenale medievale di guerra del cazzo. So che ne farò uso.

Ovviamente non su di me, ma chi lo sa. Quando ti trovi in mezzo al ciclone della chiavata, non sai mai di cosa ti dovrai pentire dopo. Ogni volta però è bene pentirsi di cose nuove.

Intanto Rumena-Figlia è già nuda sul letto e si sgrilletta. Passo subito la lingua sul sulla sua fighetta depilata e le ciuccio pure l’indice, intanto la madre mi aiuta a spogliarmi. Poi si mette da brava mamma a controllare che la leccata alla passera della figlia sia fatta a regola d’arte. Con una mano le tasto le tette, grosse e burrose. Lei apprezza. Chiedo se è possibile vederle slinguare ma accennano solo a un bacio o altre 50 euro.

50 euro per una slinguata, le spendo se lo fai con il mio cane. Con la faccia tutta impiastricciata di sugo di fica mi sdraio sul letto, perché è ora che i soldi che lavorino pure loro. La figlia di troia ciuccia il birillo. Poi mi ricordo della collezione di cazzi. Dildo show, mi dicono altre 50 euro. Scelgo un grosso nero cazzo nodoso e lo do per far giocare un po’ la piccola.

Mentre io e la madre facciamo cose da grandi. Lei, la madre, mi fa un origami di saliva prima intorno ai capezzoli poi scende verso il pennone, l’inno nazionale è una serie di gemiti e porcate in lingue diverse. In fondo siamo a Bruxelles sede del parlamento europeo (non a caso) e l’Europa non è mai stata così unita. Da un lato del letto vedo quel grosso cazzo nero fondente che esce e entra in quella piccola fica rosa salmone come se ci fosse il Hudini del cazzo a fare delle magie.

Chiedo alla rumenina, fai finta che quello sia un grosso stronzo, ora fai il viaggio al contrario. La madre la guarda pure lei e ride orgogliosamente.

Poi mi trovo la Rumenina che di sua iniziativa sale al galoppo, con ancora un grosso ciocco di ebano nel culo e non si schioda di lì fino a che non la ribalto sul letto e mentre la infilzo con il salsicciotto rosa le ficco più in profondità quei 30 cm di plastica e mi sento il pistone nell’altro canale che fa avant-retr. Quando faccio così ho sempre la senzazione che potrei spaccare tutto.

La madre mi schiaffeggia le chiappe, mentre pompo dual side. Io sono un bimbo cattivo, lei è la madre che ho sempre desiderato per i miei amici. Si mette a pecora è hai un rosone di culo talmente spettacolare e artistico che impallidisce di fronte ai rosoni della cattedrali gotiche. Faccio un gargarismo e colo sul quell’occhio aperto all’amore un caldo rivolo di saliva e catarro, mentre affondo uno dei cazzi più duri che a suo dire ha mai varcato quelle divine porte. Vado avanti nell’euforia dell’orgasmo mentre la rumenina vorrebbe affondare in ogni buco che la natura le ha donato il cazzo di gomma, è una fottuta bambina viziata, quando le dai un gioco non la finisce più.

A quel punto all’ultimo istante mi sfilo l’uccello da quel buco senza fondo e come se stappassi un Dom Pérignon, innaffio con un frizzante getto di sborrata queste due mignotton.

Viva l’europa unita! Viva le puttane!

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